Dal nostro inviato a Punto Zero, Alex Morettin: Un grazie particolare va ai miei genitori che ogni anno mi permettono di fare questa esperienza alla quale ci tengo molto, anche perché ho l’opportunità di rendermi conto che non sono il solo ad essere in carrozzina.
Mi ha colpito una suora distesa sul letto che mi ha fatto una carezza.
Siamo partiti in gruppo a maggio, per una settimana dal 12 al 15, dal centro de “La Nostra Famiglia” di San Vito al Tagliamento, vicino alla casa di riposo, in Via Della Bontà. Con me c’era un accompagnatore individuale che si chiama Simone Biasutti, il quale lavora con i ragazzi del suddetto Istituto. Con il pulmino adatto anche per me siamo arrivati a Verona, e da lì, dopo aver effettuato i dovuti controlli dei documenti e della valigia, il consueto check in, ho scoperto che per andare in aereo nella valigia non posso portare più di 15 kg, e niente liquidi. Mi hanno fatto aprire la valigia, per controllare proprio davanti a me. L’aereo l’avevo già sperimentato per raggiungere la stessa meta, ovvero Lourdes. Comunque è stato emozionante, ho provato un po’ di ebbrezza. Una volta arrivati ho conosciuto un ragazzo disabile che si chiama Antonello , anche lui in carrozzina. Frequenta la cooperativa de “Il Gabbiano Jonathan”. Siamo arrivati a Lourdes verso le 9.15, e dopo pranzo abbiamo fatto l’apertura del pellegrinaggio con il vescovo Ovidio. Ci siamo diretti presso la chiesa di santa Bernadette. Abbiamo fatto una bella celebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo. Insieme a noi c’erano tutte le famiglie, provenienti un po’ da tutta Italia. Finita la messa ci siamo recati in processione con il cero de “La Nostra Famiglia”, da portare sotto la grotta di Lourdes, dove è apparsa la Madonna. Ogni anno quando vado lì mi ricarico spiritualmente. Di solito mi reco sempre nella vasca, ma quest’anno per motivi personali di fede non mi sono sentito. Il momento che mi ha colpito di più è stato quando di mercoledì abbiamo fatto l’atto penitenziale, ovvero la confessione. In primo momento ha parlato il vescovo emerito Ovidio, poi ci siamo divisi in gruppo e ognuno sceglieva il parroco che voleva. Mi ha confessato Don Davide Brusadin, parroco giovane e amico, del duomo di San Vito al Tagliamento che collabora con don Dario. Mi ricordo ancora che sono andato in confessione che ero molto giù di morale, e sono uscito più sollevato. Mi è stato molto utile, e don Davide mi ha consigliato di andare a confessarmi più frequentemente. Io gli ho detto che sarei andato solo da lui. Mi sono riproposto di andarlo a trovare con qualcuno del centro Punto Zero. Un grazie particolare va ai miei genitori che ogni anno mi permettono di fare questa esperienza alla quale ci tengo molto, anche perché ho l’opportunità di rendermi conto che non sono il solo ad essere in carrozzina. Mi ha colpito una suora distesa sul letto che mi ha fatto una carezza. Questo è stato il ricordo che mi sono portato nel cuore. Spero di accompagnare anche qualcuno dei miei amici di Futura. Il 5 giugno ci ritroveremo per la messa con la cena comunitaria, per rivivere quanto vissuto insieme in quei cinque giorni.
Abbiamo celebrato una cresima di una persona diversamente abile di nome Milena, con la quale ho un bellissimo rapporto. Ciò che mi ha colpito di più è che anche i preti possono fare da padrini. L’ultimo giorno di chiusura ci siamo abbracciati. È stato un bel momento. Mi è piaciuta anche la serata dei giovani che c’è ogni anno. La prima parte è vissuta in chiesa, poi sotto la grotta nella quale è possibile esprimere un desiderio . Io nel cuore ho espresso quello di camminare. Ognuno ha messo i suoi biglietti sotto la grotta. Sarebbe opportuno, senza forzature, che ognuno venisse a provare quell’esperienza perché arricchisce.
Alex Morettin
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