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Di colori e di argilla: la nuova vita di Massimiliano.

Articolo di Francesca Benvenuto in Percorsi e servizi alla persona - 15 Luglio 2020
“Se non mi fosse capitato l’incidente, purtroppo, probabilmente non avrei mai scoperto la mia vera passione”.
Da un progetto del percorso post-trauma, i vasi e piatti in ceramica decorati a mano da Massimiliano Ladu diventeranno una serie in vendita online.

“Sono Massimiliano, ho 35 anni, per 11 anni ho lavorato come muratore e sono stato un atleta di kick boxing. Quattro anni fa ho avuto un incidente stradale e la mia vita è cambiata”. Si apriva così il messaggio che, il 19 febbraio del 2019, Massimiliano Ladu, detto Max, scrisse sulla pagina Facebook della cooperativa sociale Futura. Un percorso in salita, ma che da quel momento ha iniziato a colorarsi di nuove possibilità. Le mani, che prima impugnavano la cazzuola o davano pugni sul ring, hanno cominciato a stringere un pennello e a modellare l’argilla, la stessa terra con cui, si dice nella Bibbia, Dio creò l’uomo.

A volte, mi dico, se non mi fosse capitato l’incidente, purtroppo, probabilmente non avrei mai scoperto la passione per la pittura.
Massimiliano Ladu

A fare da trampolino, il percorso post-trauma ideato e realizzato dalla cooperativa Futura di San Vito al Tagliamento che ha individuato nel lavoro, e nell’ambiente lavorativo, lo strumento attraverso il quale le persone con esiti da trauma (incidente, ictus, infarto, ecc.) possono riappropriarsi del piacere di vivere. Non si tratta, infatti, di creare supereroi, bensì di consentire a individui, feriti nel corpo e nell’anima, di ritrovare in sé e nelle proprie abilità il desiderio di esserci. Con questa visione, Futura ha riorganizzato la sua struttura nella zona industriale Ponte Rosso: prima ha acquisito la sede di via Gemona, da destinare al polo di lavoro inclusivo in cui veicolare le lavorazioni più complesse, poi ha ridefinito gli ambienti della sede originaria di via Pescopagano, convertendoli in spazi da dedicare ai servizi alla persona e laboratori di lavoro. In questo luogo, vengono progettati percorsi sviluppati sulla singola persona e adattati alle esigenze terapeutiche e individuali.
percorso post trauma
Dopo il grave incidente automobilistico, avvenuto nel 2015 e che lo ha costretto a una lunga riabilitazione, Massimiliano Ladu ha iniziato il suo percorso in Futura: “Prima – spiega, mentre è impegnato a decorare un vaso all’interno del laboratorio di ceramica – per me c’erano solo il lavoro, lo sport, gli amici, la fidanzata, non avevo né tempo né voglia di prendere in mano un pennello o altro di simile”. “Tutto è nato dopo l’incidente: – prosegue sorridendo – ho conosciuto Futura e ho iniziato nel reparto di assemblaggio. In realtà non mi piaceva, mi annoiava troppo e, allora, ho chiesto di fare qualcosa di diverso, di più vicino ai miei interessi. All’interno del percorso mi hanno assegnato degli educatori con i quali ho sperimentato delle attività creative. È stato lì che ho iniziato a disegnare e a lavorare l’argilla. Ho cominciato a fare dei pezzi miei con la tematica degli animali e mi sono accorto che mi piaceva e che anche agli altri piacevano”.

Crediamo che non esista una ricetta valida per tutti. Il percorso della persona è basato sulla scoperta di sé e delle proprie abilità.
– Adelina Soare, coordinatrice del progetto post-trauma

Il primo a sorprendersi delle proprie abilità è stato proprio Max: “Non si tratta di un processo lineare: – spiega Adelina Soare, coordinatrice del progetto dedicato alle persone con esiti da trauma – si deve provare e sperimentare se un’attività è utile oppure no, se la relazione che si instaura con l’educatore ha la forza di esprimere il potenziale della persona o se, invece, pone dei limiti. Ogni volta, ci mettiamo in gioco perché crediamo che non esista una ricetta valida per tutti. Il percorso della persona è basato sulla scoperta di sé e delle proprie abilità.”. In questo contesto, l’individuo ha a disposizione le condizioni per rinascere con un nuovo modello di sé, può ricostruire la propria identità pezzo dopo pezzo, sperimentando risorse, strumenti, idee che prima, forse, neppure immaginava di possedere. “A volte, mi dico, – prosegue Massimiliano Ladu – se non mi fosse capitato l’incidente, purtroppo, probabilmente non avrei mai scoperto la passione per la pittura e l’argilla”. Una consapevolezza che rende ancora più luminosi lo sguardo e il sorriso di un giovane a cui la malasorte non è riuscita a strappare neanche la bellezza.
riabilitazione post trauma
Lavorando in Futura, Max non ha solo scoperto la passione per l’arte e per la ceramica, ha trovato anche un modo per farsi conoscere: “Sto progettando – continua – una mia linea di produzione di piatti e vasi grazie all’aiuto e al supporto di una maestra d’arte che si chiama Denise. La chiamerò “L’Angolo di Max”. L’idea è di inserire i suoi pezzi artistici nel negozio online di prodotti solidali italiani della cooperativa www.geneticamentediverso.it e di proporli al pubblico. Mentre spiega, ride e mostra l’ultima creazione, un vaso che, inconsapevolmente, ha in sé un messaggio di speranza: “Qui ho scelto il soggetto del piede che scivola su una buccia di banana, perché mi sembrava un’immagine simpatica, che fa ridere e che ti fa pensare che se scivoli devi avere la forza di rialzarti. Sto cercando un mio stile e vorrei che potesse anche divertire e piacere alle persone”. È vero: perché su una buccia di banana si può cadere in modo ridicolo, ma, a volte, si può anche rinascere.

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