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Marco Zago: «Imparo a scrivere per fare il giornalista e realizzare i miei sogni»

Articolo di Francesca Benvenuto in Cooperativa e territorio - 25 Ottobre 2021

Da Palazzolo Dello Stella a San Vito, tre volte alla settimana per frequentare Futura. Marco Zago, redattore con disabilità della redazione di FuturaNews, racconta la sua esperienza e i suoi sogni: «Voglio andare a vivere in autonomia e avere delle relazioni come tutti gli altri».
Intervista di Francesca Benvenuto | Scrivi a Marco Zago su FB

È sempre sorridente, non si scoraggia mai e ringrazia ogni volta per tutte le opportunità che gli vengono offerte: è Marco Zago, 25 anni, in carrozzina dalla nascita per una grave disabilità. Eppure, nonostante le grandi difficoltà, il suo entusiasmo fa invidia a tante persone ben più fortunate. Tre volte alla settimana si sposta da Palazzolo dello Stella, dove vive, per venire a San Vito al Tagliamento dove frequenta il centro semi-residenziale per persone con disabilità. Qui ha intrapreso un percorso individuale per imparare a scrivere e fare il giornalista entrando così a fare parte della redazione di Futura. L’obiettivo è diventare sempre più autonomo e capace di realizzare i propri sogni.

Sei uno dei redattori di Futura News, il più giovane e ti stai cimentando con delle video interviste: da quanto tempo vieni a Futura?
Eh si vado per i 25 anni e sono qui da maggio 2019.

Quali sono le attività di cui ti occupi al centro semi-residenziale?
Io, come tutte le altre persone del centro semi-residenziale, ho il PEI (Progetto Educativo Individuale) e tutte le attività che svolgo all’interno sono basate sul mio progetto educativo, alla cui realizzazione ho partecipato. Le mie attività sono spalmate sui tre giorni in cui frequento il centro semi-residenziale.

Io affronto tutto con gioia e serenità. Ho imparato che, quando mi trovo in difficoltà, posso chiedere aiuto alle persone che mi stanno a fianco, con loro posso parlare e sfogarmi di tutto.
– Marco Zago, redattore di Futura

Raccontami cosa fai nelle giornate in cui sei a Futura.
Il martedì faccio un laboratorio individuale dalle 9.30 alle 10.30, dove mi esercito sull’uso del denaro. Nella seconda parte della mattinata, invece, faccio un laboratorio in gruppo chiamato “Ascoltiamoci” dove facciamo esercitazioni sulla capacità di ascolto e di comprensione. Dopo pranzo ho un momento individuale dedicato a rafforzare le mie capacità descrittive. Di giovedì, frequento prima un laboratorio di gruppo chiamato “emozionarsi” dove parliamo dei diversi tipi di emozioni e facciamo delle relazioni scritte, poi svolgo un laboratorio individuale sul potenziamento delle mie capacità matematiche. Dopo pranzo, tempo fa partecipavo al laboratorio espressivo teatrale, ma da settembre ho deciso di intraprendere un nuovo percorso di gruppo dal titolo “media education” sull’uso dei social media. Il venerdì, invece, sto facendo un percorso individuale per imparare a scrivere comunicati stampa, interviste e videointerviste, che mi ha permesso di far parte della redazione di Futura. Nel pomeriggio alterno diverse attività tra le quali la ginnastica e la lettura individuali e l’ascolto di musica in gruppo.

Nel paese dove abito non ci sono strutture adatte. Anche se devo fare tanta strada,  a Futura mi sento come se fossi a casa.
– Marco Zago, redattore di Futura

Perché hai scelto di venire proprio a Futura che è così lontana da Palazzolo, il paese dove vivi?
Perché nel paese dove abito non ci sono strutture adatte alle mie esigenze. Anche se devo fare tanta strada non mi pesa fare chilometri perché a Futura mi sento come se fossi a casa.

Raccontami di te: sei giovane, ma la tua disabilità ti ha già fatto fare molta fatica nella vita, come ci hai convissuto da bambino e ora come ci convivi?
Anche se sono in carrozzina ho gli stessi desideri ed emozioni delle persone comuni. Fin da piccolo ho dovuto imparare a convivere con la mia situazione e con le tante domande per le quali ancora oggi cerco delle risposte: perché è capitato proprio a me? Potrò avere delle relazioni? Potrò andare a vivere in autonomia? Da bambino tante cose non le capivo e mi sembravano ingiuste, oggi mi sento più sicuro di me e pronto per affrontare qualsiasi discorso.

So che sei un appassionato di calcio e che scrivi in un blog insieme ad altri giornalisti. Come fai a fare così tante cose?
Da quest’anno, collaboro con due società sportive calcistiche: il Cjarlins che milita in serie D e il Palazzolo, squadra del mio comune. Inoltre, collaboro con la pagina Facebook di “A tutto campo” dove recensisco con brevi articoli le partite che vado a vedere. Infine, svolgo ormai da diversi anni un’attività di volontariato con diverse amministrazioni comunali dove inserisco dati al computer. Per tutto questo devo ringraziare i miei familiari che mi danno l’opportunità di svolgere diverse attività perché essendo un ragazzo in carrozzina ho bisogno sempre di essere accompagnato dappertutto. Io sono una persona che non si tira mai indietro perché voglio sempre sperimentare cose nuove e tutte queste attività che svolgo mi rendono felice e orgoglioso di me stesso.

Io sono una persona che non si tira mai indietro perché voglio sempre sperimentare cose nuove e tutte queste attività che svolgo mi rendono felice e orgoglioso di me stesso.
– Marco Zago, redattore di Futura

C’è molta passione ed entusiasmo in quello che fai: non ti scoraggi mai di fronte a tutte le difficoltà che incontri ogni giorno?
Io affronto tutto con gioia e serenità. Ho imparato che, quando mi trovo in difficoltà, posso chiedere aiuto alle persone che mi stanno a fianco, con loro posso parlare e sfogarmi di tutto.

Potrò avere delle relazioni? Potrò andare a vivere in autonomia? Da bambino tante cose non le capivo e mi sembravano ingiuste, oggi mi sento più sicuro di me e pronto per affrontare qualsiasi discorso.
– Marco Zago, redattore di Futura

Quali sono i tuoi sogni? E dimmi: hai un piano per realizzarli?
I miei sogni sono di andare a vivere in autonomia e avere delle relazioni come tutti gli altri. Inoltre, mi piacerebbe frequentare il centro-semiresidenziale di Futura tutti giorni e avere compiti più specifici in cooperativa come, per esempio, occuparmi dei compiti redazionali con una maggiore autonomia. Un altro sogno che ho nel cassetto sarebbe di avere un maggiore coinvolgimento con una squadra di calcio magari come aiuto allenatore. Tutte queste cose io ho già iniziato ad approfondire con costanza e dedizione, consapevole che ci vogliono impegno e sacrificio, ma un passo alla volta spero di poterli realizzare.


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