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Dagli aerei alla voglia di aiutare gli ultimi: la storia di Valerio

Articolo di Francesca Benvenuto in Generale - 24 Marzo 2021

Entrato in Futura nel 2018, è diventato in poco tempo responsabile produzione. Una scelta nata dalla passione per gli aerei che gli hanno insegnato a vedere il mondo da una prospettiva diversa: «Volevo che il mio tempo potesse avere un impatto sociale nel territorio».
Introduzione di Francesca Benvenuto | Intervista di Paolo Belluzzo 

Dalla passione per gli aerei al sogno di una vita utile per gli altri. È questa la storia grazie a cui Valerio Fedrigo, intervistato da Paolo Belluzzo, è atterrato a Futura diventando in poco tempo responsabile del comparto produttivo della cooperativa sociale sanvitese. Dopo il diploma di perito aeronautico al Malignani di Udine, un periodo formativo nell’aeroporto di Malpensa e delle esperienze di lavoro presso imprese locali, a 28 anni Fedrigo ha scelto di cambiare la strada intrapresa dando alla propria vita una visione diversa, proprio come gli avevano insegnato a fare gli aerei: «Mi piaceva guardare le cose dall’alto, con una prospettiva diversa». Il risultato è una grande sfida, quella di portare gli strumenti di efficienza delle aziende all’interno di una realtà in cui il fine non è il profitto, bensì l’inclusione di persone a rischio emarginazione. A lui, infatti, Futura ha chiesto di introdurre e sviluppare la metodologia lean, il cosiddetto modello Toyota. Obiettivo? La piena sostenibilità del desiderio di fare del bene agli altri.

Come è arrivato in cooperativa?
Ho mandato il mio curriculum quasi per caso nel 2017. Conoscevo già Futura come cliente, ma non avevo mai pensato che avrei potuto farne parte. Volevo che il mio tempo potesse essere prezioso per avere un impatto sociale nel territorio in cui vivevo. Perché il tempo è la nostra moneta più preziosa. Dovevo far sì che non andasse sprecato. E per questo sono approdato nel mondo Futura il 20 agosto 2018. Mi sono messo a disposizione dapprima come operaio alle linee di montaggio, poi nel dicembre 2019 sono stato nominato responsabile del comparto produttivo. Un ruolo ambizioso e allo stesso tempo terribilmente ingombrante: sono grato per la fiducia che mi è stata concessa.

Volevo che il mio tempo potesse essere prezioso per avere un impatto sociale nel territorio in cui vivevo. Perché il tempo è la nostra moneta più preziosa. Dovevo far sì che non andasse sprecato.
– Valerio Fedrigo, responsabile produzione

Il mio ruolo ha l’obiettivo di supervisionare le attività di produzione della cooperativa in cui si realizzano i percorsi di inserimento lavorativo, sia in termini di controllo dei costi, sia di efficienza del personale e coordinamento delle attività. Tutto questo fa pensare a un’azienda profit, ciò che si discosta completamente è la finalità per cui mettiamo in atto questi processi: continuare nella nostra mission di inclusione sociale delle persone fragili. È questo lo scopo con cui è stata scelta la metodologia lean: rivoluzionare i nostri reparti e la nostra visione lavorativa per coniugare la disabilità con la sua ricerca di autonomia e la necessità della cooperativa di essere sostenibile. Il sogno è che Futura possa avere un’altissima capacità di sostenersi per garantire ancora di più l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

L’ingresso in una cooperativa sociale come Futura è una casualità o una scelta?
L’ingresso nella cooperativa non è una casualità, ma una scelta maturata e “accompagnata per mano” nel tempo. Fin da piccolo sono stato abituato a lavorare nella campagna dei nonni facendo i lavori più umili e riconoscere il valore delle cose più semplici. Questo mi ha dato la possibilità di apprezzare con pienezza la dignità delle persone e del lavoro. Il mio percorso di fede, inoltre, mi ha aiutato ad accostarmi a una vita vicina agli ultimi.

È questo lo scopo della scelta della metodologia lean: rivoluzionare i nostri reparti e la nostra visione lavorativa per coniugare la disabilità e la necessità di essere sostenibili. Il sogno è una cooperativa con un’altissima capacità di sostenersi per garantire ancora di più l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
– Valerio Fedrigo, responsabile produzione

Le esperienze più importanti sono state l’aver fatto parte prima dell’Azione Cattolica e poi del gruppo Gioia dell’Istituto de la “Nostra Famiglia” di San Vito al Tagliamento grazie a cui è stata ancora più forte la chiamata in prima persona a dare la possibilità anche a chi non poteva di vivere momenti di normalità o affrontare esperienze nuove nel mondo esterno. Penso che l’aver fatto parte del Gruppo Gioia abbia alimentato un cambiamento molto forte in me, tale da influenzare anche il mio futuro lavorativo che oggi ha trovato casa a Futura.

La Sua formazione industriale cosa può dare a Futura? Non ha ma il dubbio che un eccesso di “efficienza” possa snaturare la nostra identità?
Io voglio mettere al servizio degli altri le mie capacità professionali affinché possano essere utili non per la ricerca del mero profitto, bensì per dare un servizio della comunità. Mi sono messo a disposizione per portare competenza tecnica e organizzativa non perché queste fossero assenti dalla cooperativa, ma perché per svilupparle al meglio serve tempo e studio. Se la necessità è di poter dare il miglior servizio ai nostri clienti con la sfida di includere persone con disabilità e svantaggio, dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili, di entrambi i campi da gioco: il profit e il noprofit.

Se la necessità è dare il miglior servizio ai nostri clienti con la sfida di includere persone con disabilità e svantaggio, dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili, di entrambi i campi da gioco: il profit e il no-profit.
– Valerio Fedrigo, responsabile produzione

Il Covid-19 ha messo in crisi tutto il settore lavorativo e anche noi non siamo esclusi. Qual è la situazione oggi?
Tutto è ancora in movimento ed è così veloce che è difficile fare previsioni. Quello che possiamo fare, invece, è lavorare per creare una rete di cooperative del territorio unite tra loro che si innovino digitalmente e collaborino al fine di resistere ai cambiamenti più bruschi del mercato e degli eventi esterni. Senza snaturare l’identità delle singole, possiamo avere una voce più forte nel territorio e con le istituzioni per poter rispondere tempestivamente alle richieste di utenti e clienti che scelgono di sostenere la cooperazione.

Il coronavirus ci ha fatto scoprire vulnerabili. Che effetto fa sentirsi fragili?
È disarmante la forza con cui il virus ci ha resi tutti fragili. Ci sentivamo immortali, nella fragilità abbiamo iniziato a guardare i nostri simili. Il risvolto positivo di questo tsunami sociale, sanitario ed economico, è stato l’aver riscoperto che se superiamo le divisioni e restiamo uniti possiamo superare ogni difficoltà. Abbiamo riscoperto che la solidarietà è un dovere imprescindibile nel rapporto con gli altri. Per chi ci crede, in fin dei conti siamo tutti fratelli e sorelle di un unico Padre e, voglia o no, l’aria che respiriamo e la terra che calpestiamo è la stessa. Non possiamo restare indifferenti al prossimo.

Per chi ci crede, in fin dei conti siamo tutti fratelli e sorelle di un unico Padre e, voglia o no, l’aria che respiriamo e la terra che calpestiamo è la stessa. Non possiamo restare indifferenti al prossimo.
– Valerio Fedrigo, responsabile produzione

Ritornando alla tua domanda, voglio essere fiducioso e pieno di speranza nei riguardi del genere umano. In fondo, l’uomo è sempre stata una creatura che spera: è capace di farlo anche contro ogni speranza. Ciò nonostante potremo guardare avanti con occhi nuovi al nostro futuro solo ricordandoci com’era la nostra vita prima e cosa stiamo vivendo adesso. Non possiamo ignorare che fino a qualche mese fa gran parte di noi viveva nell’ansia e nella frenesia di tutti i giorni indifferenti a ciò che stava al di fuori dei propri impegni. Non possiamo dimenticarci che a molti di noi non interessava nulla degli ultimi fino a quando non ci siamo ritrovati nella condizione di essere anche noi ultimi.


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POR FESR 2014 2020
ATTIVITÀ 1.2a 1 – DECRETO DI CONCESSIONE N.2064/PROTUR DEL 18/06/2018
PROGETTO: GENETICAMENTE DIVERSO: PROCESSO DI INNOVAZIONE SOCIALE SOSTENIBILE
FINALITÀ: implementazione e sperimentazione di modelli di servizi e lavoro inclusivo in risposta all’emergere dei bisogni del territorio. RISULTATI: migliorare gli attuali servizi offerti; ampliare i mercati di riferimento con un’offerta resa più competitiva da una riduzione dei costi di gestione e di produzione e dall’efficentamento del servizio offerto.
SPESA AMMESSA: € 184.543,22
CONTRIBUTO CONCESSO:€ 73.817,29