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Bilancio sociale 2019: «Ciò che eravamo e non saremo più. Il 2021 apre l’era dell’inclusione digitale»

Articolo di Francesca Benvenuto in Cooperativa e territorio - 17 Dicembre 2020

Presentato il Bilancio sociale 2019, redatto dall’istituto di ricerca di Trento EURICSE. «È la fotografia di ciò che eravamo e non saremo mai più». Il 2020 sarà un anno con una forte perdita, ma quello che preoccupa è la crescita del rischio emarginazione: «Dal prossimo anno dovremo pensare anche in termini di inclusione digitale». Da un anno è già attiva un’aula multimediale che potrebbe diventare un progetto con il territorio.
Scarica il Bilancio Sociale 2019

«Il rischio emarginazione si allarga: se guardiamo al passato, il Covid ci ha fatto fare un salto da cui non si può più tornare indietro». È difficile fare una riflessione sul bilancio sociale del 2019: arrivato in ritardo a causa dei tanti problemi causati dalla pandemia, sembra un documento di scarso interesse e di cui si può fare a meno. Si tratta, però, dell’ultima fotografia di «quello che eravamo e che non potremo più essere»: a dirlo è Gianluca Pavan, presidente della cooperativa sociale Futura mentre sfoglia le pagine del documento che annualmente rendiconta le attività e i risultati a favore di 112 persone fragili del territorio e che ricevono una risposta ai propri bisogni.

L’impoverimento generale amplia la fascia delle persone in stato di bisogno, sia che si tratti di disabilità che di svantaggio temporaneo, e noi sentiamo il dovere di intervenire indipendentemente dalla categoria di appartenenza o da etichette che annullano il dolore delle persone.
– Gianluca Pavan, presidente Futura

Lab.Ab., il laboratorio abilitativo dedicato al lavoro inclusivo per persone con disabilità o svantaggio

Nel documento redatto dall’Istituto di ricerca di Trento EURICSE, a cui Futura ha affidato la rendicontazione e che ha sviluppato il documento utilizzando il metodo ImpACT, si evidenziano i numeri che delineano una comunità importante: 84 soci (di questi 50 sono lavoratori, 14 svantaggiati, 12 utenti o familiari, 7 volontari), 75 lavoratori di cui 17 con svantaggio, 95 utenti a cui vanno aggiunte le rispettive famiglie, 13 volontari. Di questi la quasi totalità appartiene al territorio di San Vito al Tagliamento e ai comuni limitrofi. Non è un caso che alla cena di Natale del 2019 erano presenti oltre 250 persone: «E non eravamo tutti» sdrammatizza Pavan evidenziando, però, come in questo momento la crisi economica si mescoli con quella sociale amplificandola.

A destra, Gianluca Pavan insieme alle due presidenti che lo hanno preceduto: Donatella Jus (al centro) e Federica Fogolin (a sinistra)

«L’impoverimento generale – spiega – amplia la fascia delle persone in stato di bisogno, sia che si tratti di disabilità che di svantaggio temporaneo, e noi sentiamo il dovere di intervenire indipendentemente dalla categoria di appartenenza o da etichette che annullano il dolore delle persone. La rivoluzione portata dal Covid ha spostato in là i confini del rischio emarginazione: non è più solo di natura sociale o lavorativa, oggi il pericolo è anche la discriminazione digitale. Chi ha accesso a informazioni e strumenti va avanti, gli altri restano indietro e si ritrovano a pagare ancora di più entrando così in una spirale perversa. Sono tante le nuove persone a rischio: anziani soli, persone con fragilità psicologica, nuovi poveri, chi ha una cultura scarsa, analfabeti digitali. I bambini che nascono nelle famiglie non digitalizzate sono i nuovi disabili digitali confrontati con gli altri della generazione digitale».

Oggi il pericolo è anche la discriminazione digitale.
I bambini che nascono nelle famiglie non digitalizzate sono i nuovi disabili digitali confrontati con gli altri della generazione digitale.

– Gianluca Pavan, presidente Futura

Si tratta di una nuova frontiera portata dalla pandemia che vede Futura già in prima linea: all’interno della sede di via Pescopagano, infatti, dall’autunno 2019 è attiva un’aula multimediale attrezzata per offrire percorsi di alfabetizzazione digitale e formazione per persone con disabilità e svantaggio. L’intento, adesso, è di potenziarla e iniziare uno studio per avviare un dialogo con il territorio e sviluppare un progetto più ampio pensato per rispondere ai nuovi bisogni digitali della popolazione: «Basti pensare alle banche e ai conti correnti, – spiega Pavan – all’applicazione Io del Ministero o al portale Sesamo della sanità regionale. Ma anche a tutta una serie di possibilità che vanno dalle videochiamate all’aiuto che applicazioni come Alexa o OkGoogle possono offrire ad anziani o disabili: chi si prende la briga di accompagnare tutte queste persone fragili nell’era digitale post-Covid?».

Sessione formativa all’interno dell’aula multimediale durante il primo lockdown.

La spinta verso l’innovazione sociale era già presente nel bilancio sociale 2019 dove è evidente il grande investimento economico per l’acquisto e l’accessibilità della sede di Futura Factory, il polo di lavoro inclusivo per persone con disabilità e svantaggio inaugurato ufficialmente lo scorso 16 ottobre in presenza di tutte le autorità del territorio. «Leggo questa rendicontazione – spiega ancora – e vedo una cooperativa che ha scelto di credere in un sogno: abbiamo appena avviato la fabbrica solidale e non ci fermeremo perché questo è un progetto che ha lo scopo di fare, veramente e concretamente, economia civile. Vogliamo costruire un modello di business e di lavoro in cui sostenibilità economica e  sociale sono le facce della stessa moneta. In altre parole dove ognuno, scoprendo le proprie abilità, trova anche il modo per arricchire la comunità. Cambiamo le regole oggi, un passo alla volta, e diamo alla nostra comunità la possibilità di vivere in mondo più sicuro».

Vedo una cooperativa che ha scelto di credere in un sogno: abbiamo appena avviato la fabbrica solidale e non ci fermeremo perché questo è un progetto che ha lo scopo di fare, veramente e concretamente, economia civile.
– Gianluca Pavan, presidente Futura

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Gianluca Pavan intervistato dal redattore Paolo Belluzzo, dipendente con svantaggio dal 1993 di Futura.

Insieme alla rendicontazione sociale, quest’anno avrebbe dovuto prendere avvio anche la cosiddetta VIS, ovvero la Valutazione di Impatto Sociale, prevista dalla nuova legge sul Terzo Settore. I rallentamenti causati dalla pandemia, però non hanno permesso un’attuazione adeguata e si è preferito rimandare al prossimo anno. Questo strumento valuta i risultati del processo sociale attuato da un ente attraverso criteri oggettivi e valori numerici semplici e trasparenti. «Il risultato è un indice che definisce la nostra capacità di influenzare positivamente la nostra comunità restituendo benessere» precisa Pavan. All’interno della valutazione sono coinvolti tutti i protagonisti dell’azione: sia soci e lavoratori a tutti i livelli, sia beneficiari e famiglie. «La VIS è un passo in avanti fondamentale – spiega il presidente – ci permette di dire concretamente quanto aiutiamo e quanto la comunità guadagna sostenendo un ente no profit come il nostro. E questo si intende anche in termini monetari, perché la ricaduta è anche economica».

Abbiamo bisogno di aiuti economici, questo è innegabile. Il bilancio del 2020 vedrà una grave perdita. Ancora di più, però, hanno bisogno di risposte le persone che si sentono vulnerabili e chiedono: dov’è il paracadute?
– Gianluca Pavan, presidente Futura

Gli occhi adesso sono puntati sul 2021: i prossimi mesi saranno determinanti per la tenuta di molte cooperative ed enti del Terzo Settore e anche per capire se il territorio avrà le risorse per reagire alla crisi. «Abbiamo bisogno di aiuti economici, – conclude Pavan – questo è innegabile. Il bilancio del 2020 vedrà una grave perdita. Ancora di più, però, hanno bisogno di risposte tutte le persone che oggi si sentono vulnerabili e ci chiedono: dov’è il paracadute? È per questo che vogliamo aprirci al territorio e chiedere ai suoi attori di partecipare al nostro progetto anche diventando soci. Futura non è nostra, appartiene alla comunità perché è nata per renderla più forte e ha scelto di farlo a partire dall’anello più debole della catena che unisce tutti noi».


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Futura è un luogo di solidarietà al servizio della nostra comunità. Tutti possono aiutare e dare una mano alle persone più fragili. Per fare qualcosa puoi acquistare i nostri prodotti di Natalefare shopping sul nostro sito dei regali solidali oppure fare una donazione a favore dei percorsi di inclusione sociale. Se sei un’azienda, puoi anche scegliere di affidare un lavoro alla nostra Fabbrica Solidale. Dona ora: con il tuo contributo nessuno sarà più escluso!

 

Inaugurazione Futura Factory, il polo di lavoro inclusivo per persone con disabilità o svantaggio (16 ottobre 2020)

Assemblea soci della cooperativa sociale Futura (luglio 2020)

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ATTIVITÀ 1.2a 1 – DECRETO DI CONCESSIONE N.2064/PROTUR DEL 18/06/2018
PROGETTO: GENETICAMENTE DIVERSO: PROCESSO DI INNOVAZIONE SOCIALE SOSTENIBILE
FINALITÀ: implementazione e sperimentazione di modelli di servizi e lavoro inclusivo in risposta all’emergere dei bisogni del territorio. RISULTATI: migliorare gli attuali servizi offerti; ampliare i mercati di riferimento con un’offerta resa più competitiva da una riduzione dei costi di gestione e di produzione e dall’efficentamento del servizio offerto.
SPESA AMMESSA: € 184.543,22
CONTRIBUTO CONCESSO:€ 73.817,29