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Il Covid ferma l’inclusione: stop ai progetti con il Conad

Articolo di Francesca Benvenuto in Cooperativa e territorio - 18 Novembre 2020

Salta la collaborazione con il Conad a causa della pandemia. I ragazzi di Futura non potranno più uscire dalla sede per partecipare alle attività con il territorio. Il supermercato sostiene lo stesso il progetto mettendo in vendita il panettone solidale: «Aiuta le persone con disabilità a non restare escluse. Non vediamo l’ora di ripartire».

A causa del Covid i “ragazzi” di Futura non possono più andare al Conad ad aiutare i commessi e i clienti. È stata una scelta obbliga e dettata dalla necessità di tutelare la salute delle persone con disabilità del gruppo Unità Educativa Territoriale (UET), quella che i responsabili della cooperativa sociale sanvitese hanno dovuto adottare la settimana scorsa. Innegabile, però, la profonda tristezza che si cela dietro questa scelta: «Avevamo raggiunto dei livelli di inclusione impensabili fino a pochi anni fa, – spiega Marco De Sibio, responsabile del gruppo e dei progetti con il territorio – ora purtroppo questa situazione ci obbliga a fermare tutto e a restare all’interno della nostra sede. Non si poteva fare altrimenti, questo è certo, ma questa è una sconfitta per tutti».

Di fronte all’emergenza e allo stop forzato della squadra di Futura, il supermercato Conad ha deciso comunque di non far mancare la propria solidarietà che da sempre ha riservato verso la cooperativa sanvitese. «Ancora prima che la UET iniziasse la sua attività tra le corsie – spiega Ilaria Miniutti, responsabile commerciale di Futura – Conad ci offriva molti prodotti per le occasioni come Natale o altre feste. Quando i nostri educatori hanno chiesto di ospitarci per aiutare i commessi a riordinare i prodotti sugli scaffali o per dare una mano ai clienti alla cassa, ci hanno accolto a braccia aperte. Oggi riconfermano la loro attenzione: anche se i nostri ragazzi non potranno essere lì con loro, ci hanno dato spazio e ci aiuteranno a trovare l’aiuto che ci serve per affrontare questo periodo».

Chi acquista il panettone aiuterà direttamente le persone con disabilità a non restare esclusa dalla comunità. Nessuno deve restare escluso, soprattutto durante questa emergenza.
– Ilaria Miniutti, responsabile commerciale Futura

Conad, infatti, ha aderito al progetto di solidarietà di Futura e, dal prossimo fine settimana, metterà in vendita il panettone artigianale solidale nato da un laboratorio inclusivo di persone con disabilità in collaborazione con il Panificio Bellotto di San Vito al Tagliamento. «Chi acquista il panettone – spiega ancora Miniutti – aiuterà direttamente le persone con disabilità a non restare escluse dalla comunità: attività, relazioni, tempo libero, lavoro. Nessuno deve restare escluso, soprattutto durante questa emergenza». Allo stesso modo, altri negozi hanno deciso di sostenere i progetti di Futura mettendo in vendita degli angioletti creati con un unico filo d’argento e degli alberelli in ceramica realizzati nei laboratori di inserimenti lavorativo per persone con disabilità. I primi ad aderire sono StefyMania in piazza Castello, Emme Tecnica in via Roma, Fioreria Marzio in via Marconi e Zebra a Pois, in piazza del Popolo. Oltre, ovviamente, al Panificio Bellotto che venderà i panettoni nei suoi due punti vendita di Ligugnana e San Vito.

Il progetto nasce nel 2017 su spinta dell’Azienda Sanitaria che promuove  la creazione delle Unità Educative Territoriali con l’obiettivo di favorire la partecipazione delle persone con disabilità alla comunità locale. «L’idea di coinvolgere il Conad mi è venuta dopo un viaggio negli USA, – racconta Marco De Sibio – avevo visto che nei supermercati c’erano delle persone che aiutavano i clienti alle casse. Mi sono chiesto: perchè non provarci anche noi promuovendo la solidarietà? Ho parlato con Antonio Facca, titolare del Conad, che mi ha dato subito la disponibilità verso questo progetto». La squadra fa attività al Conad una mattina alla settimana e ne fanno parte quattro persone, Fabiano, Benedetto, Fabrizio e Federico. Il loro compito è di mettere in ordine i cestini della spesa, sistemare i prodotti negli scaffali delle corsie ed essere presenti alle casse per aiutare le persone a portare la spessa in macchina.

Una signora veniva apposta nella nostra giornata per farsi aiutare a portare la spesa in macchina.
Per queste persone è un’occasione per restituire in abilità tutto l’aiuto che ricevono.
– Marco De Sibio, responsabile dell’Unità Educativa Territoriale

«All’inizio c’era un po’ di timore verso di noi – continua l’educatore – poi si è instaurato un clima di fiducia così forte che oggi gli stessi commessi si prendono la persona e la portano con sé per svolgere le attività. Senza che io debba seguirli o supervisionare». Federico, infatti, spesso aiuta a riordinare le monete, mentre Fabiano va a sistemare gli scatoloni da riciclare. «Una commessa – prosegue – mi ha confidato che questa esperienza l’ha aiutata ad avere meno pregiudizi». Anche gli stessi clienti, ormai, erano abituati a vedere il gruppo all’opera, a salutarlo e a fermarsi a chiacchierare «al punto che una signora veniva apposta nella nostra giornata per farsi aiutare a portare la spesa in macchina».

Conad ha sostenuto il progetto realizzando anche delle pettorine di riconoscimento con il logo del supermercato e di Futura e il motto “Dammi una mano a darti una mano”. Il gruppo, invece, ha realizzato delle magliette ad hoc creando una vera e propria divisa. «Questa è una grande opportunità per tutti – conclude Marco De Sibio – ci permette di uscire e stare insieme agli altri, ma soprattutto per queste persone è un’occasione per restituire in abilità tutto l’aiuto che ricevono. È un esempio di solidarietà e della capacità di inclusione di una comunità». La speranza, adesso, è di poter riprendere il prima possibile le attività sul territorio che, oltre al supermercato, comprendono anche l’Oratorio, la Casa di Riposo e una scuola dell’infanzia. Nel frattempo sarà necessario mettere in atto attività e progetti capaci di compensare la mancanza di partecipazione e inclusione dato dalla collaborazione con le persone del territorio.


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FINALITÀ: implementazione e sperimentazione di modelli di servizi e lavoro inclusivo in risposta all’emergere dei bisogni del territorio. RISULTATI: migliorare gli attuali servizi offerti; ampliare i mercati di riferimento con un’offerta resa più competitiva da una riduzione dei costi di gestione e di produzione e dall’efficentamento del servizio offerto.
SPESA AMMESSA: € 184.543,22
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