Intitolato il reparto di assemblaggio ad Alessandro Fabbro, responsabile di produzione e membro del CdA, scomparso l’anno scorso.
Sulla targa una sua frase che esprime i valori di Futura e la certezza che insieme è possibile affrontare anche le situazioni più difficili:
«Uniti non abbiamo paura di niente».
«Uniti non abbiamo paura di niente»: sono queste le parole di Alessandro Fabbro con cui Futura ha voluto intitolargli il reparto di assemblaggio della Factory. Un gesto con cui tutta la cooperativa ha voluto ricordare il responsabile di produzione e membro del consiglio di amministrazione della cooperativa che è scomparso nella primavera del 2019. La targa è stata collocata sulle pareti esterne della compartimentazione interna al reparto di assemblaggio della sede di via Gemona 32, nella zona industriale Ponte Rosso a San Vito al Tagliamento. È lo stabilimento in cui oggi si trova Futura Factory, il polo di lavoro inclusivo per persone con disabilità e svantaggio, e per cui proprio Alessandro Fabbro si era speso fin dall’inizio per il suo acquisto. La frase riportata nella targa è stata pronunciata dallo stesso Alessandro durante una riunione di direzione nella sede principale di Futura e racconta molto del modo con cui coinvolgeva i colleghi nel gestire i problemi quotidiani e le sfide da affrontare per non perdere mai di vista l’obiettivo reale del lavoro: creare una società più giusta, nessuno escluso.
Pubblichiamo le lettere che il presidente di Futura Gianluca Pavan e la sorella di Alessandro Fabbro, Raffaella, hanno letto durante la cerimonia di inaugurazione di Futura Factory, il 16 ottobre 2020.
AD ALESSANDRO – Lettera del Presidente Gianluca Pavan
Era il 2011, avevamo inaugurato da un anno la sede di via Pescopagano quando Alessandro ha iniziato il suo viaggio in Futura. Gli spazi ci sembravano enormi e il reparto di assemblaggio stava attraversando un momento difficile. La cooperativa aveva bisogno di persone nuove in grado di far fare un salto di qualità in termini di professionalità e carisma. Selezioniamo alcuni curriculum, tra cui quello di Alessandro, ed effettuiamo i colloqui. Dopo qualche mese Alessandro diventa socio lavoratore della cooperativa. Pian pianino inizia a capire come funziona un mondo a lui totalmente sconosciuto fino a integrarsi completamente e diventare addirittura capitano della nostra squadra di calcio inclusiva. Nel 2017 era stato eletto in consiglio di amministrazione e insieme ci siamo adoperati per trovare nuovi spazi, visto che nel frattempo avevamo riempito quelli che avevamo. Alessandro si è subito innamorato di questa struttura ritenendola, nonostante la distanza dall’altra sede, perfetta per noi. Il disegno, però, era diverso. Abbiamo brindato insieme, a casa sua, all’acquisto di questa struttura, ma qui dentro lui, da paròn, non ha mai messo piede.
Noi però abbiamo bisogno, come il pane, che rimangano di lui i valori che ci ha saputo trasmettere:
Ingegno: la sua passione per la meccanica lo portavano a spendere ore, anche a casa spesso, per trovare soluzioni ai problemi che quotidianamente si presentano in un luogo di lavoro;
Tenacia: nel portare avanti le idee anche più bizzarre e difficili, senza farsi scoraggiare dalle difficoltà;
Ascolto: era capace di stare a sentire i bisogni di tutti;
Passione: era un tipo focoso Ale, mi sono trovato spesso nelle condizioni di doverlo contenere, tanta era la passione nel difendere le proprie idee e la propria gente;
Lungimiranza: Ale guardava lontano. Spesso parlando delle fluttuazioni economiche che ci presentavano il conto in termini di scarsità di lavoro lui diceva “ma avremo toccato il fondo, no?” e io gli rispondevo “e chi lo sa dov’è il fondo?”. Lui, però, era un ottimista e convinto che per realizzare bisogna sempre investire e cambiare.
Sono tutti valori che vogliamo portare con noi nella nostra idea di futuro, di comunità, di impresa di comunità e sta ora a noi capitalizzare questo patrimonio e restituirlo a beneficio di tutti coloro che passeranno di qui. Via Gemona per Alessandro era l’investimento per il futuro e per Futura così sarà.
– 16.10.2020 Gianluca Pavan

LETTERA A FUTURA – di Raffaella Fabbro
Qualche giorno fa sono venuta in Futura, prima qui, nella nuova sede di Futura Factory e poi nella sede principale. Era la prima volta che ci ritornavo senza poter andare a salutare Alessandro. È stato come aprire una piccola scatola dei ricordi dalla quale hanno iniziato ad uscire sempre più memorie dei momenti trascorsi insieme e che conservo nel mio cuore come doni preziosi.
Ho riassaporato tante, tantissime cose che mio fratello mi raccontava di voi e dei vostri progetti. Ho ascoltato dalle vostre voci cosa e come realizzate i vostri lavori. Ho sorriso pensando che se fossi arrivata qui e ci fosse stato Alessandro tutte quelle cose, me le avrebbe raccontate lui, lui mi avrebbe finalmente mostrato Futura Factory, lui mi avrebbe reso partecipe di ogni novità e ogni traguardo che avete raggiunto. Alessandro, come tutte le volte che sono venuta a Futura, mi avrebbe presentato tutti i ragazzi che lavoravano con lui. Tu, Ilaria, e tu, Gianluca, non avreste avuto modo di raccontarmi nulla, ci avrebbe sicuramente pensato lui.
Era così orgoglioso di Futura! Era consapevole di essere uno dei fortunati a far parte di questa grande famiglia allargata. E proprio come in una famiglia era onorato di poter dare il suo contributo. Per lui, quello qui in Futura non era un lavoro, era la sua vita, insieme ovviamente a Samuele e Melissa.
Ve lo ricordate Ale? Vi ricordate quando si appassionava di qualcosa?
Poteva passare intere giornate a parlare dei suoi progetti, dei suoi interessi, delle sue illuminanti idee per come semplificare un lavoro e renderlo più fruibile a tutti. Come mi manca ascoltare le sue “lungaggini” e annoiarmi con i suoi racconti 😊
Tornare qui, però, è stato come riviverlo, sentirlo ancora vicino a me, al mio fianco, respirare di nuovo la sua presenza; sentire che, nonostante tutto, riesce ancora a mostrarci il suo amore per me, per noi e per voi. E alla fine, dopo qualche lacrima, sorrido ancora pensando alla serenità che voi avete donato a Lui e Alessandro a voi.
Adesso vorrei spendere un paio di parole a nome della mia famiglia:
ragazzi e ragazze di Futura GRAZIE!! Oggi voi state facendo a noi familiari e alla memoria di Ale un bellissimo regalo. Mantenere vivo il ricordo di Alessandro intitolando questo reparto di Futura Factory a lui, ci riempie il cuore di gioia e commozione. Ci rende oltremodo orgogliosi, orgogliosi di lui, orgogliosi di voi e della vostra sincera amicizia.
– 16.10.2020 Rafaella Fabbro
