È stata collocata all’interno dell’Incarnation Monastery di Berkeley, in California. È stata realizzata all’interno di un progetto che ha fatto incontrare la creatività del centro diurno con la produzione dei laboratori di ceramica.

La Via Crucis “sociale” di Futura sbarca in America. E per la precisione a Berkeley, in California, negli Stati Uniti. A richiederla sono stati i monaci camaldolesi dell’Incarnation Monastery, un ordine francescano originariamente sorto in Toscana. Il primo incontro con la cooperativa sociale Futura di San Vito al Tagliamento è avvenuto alla fiera internazionale dell’Arredo Sacro Koinè a Vicenza. Di seguito un delegato del Monastero, in visita alla cooperativa sanvitese, ha deciso di acquistare tutta la Via Crucis in terracotta e ferro e un calice con patena realizzati nei laboratori di arte sacra.

La Via Crucis di Futura è un prodotto artistico di natura sociale: conta 15 stazioni, secondo le nuove indicazioni introdotte nel 1991 dal Santo Padre Giovanni Paolo II che comprendono anche la Risurrezione di Gesù Cristo, ed è stata realizzata in terracotta e argilla a partire dalle idee e dalle parole degli utenti del Centro Semi-residenziale Punto Zero della cooperativa. “L’idea, infatti, – spiega Donatella Jus, presidente della cooperativa – è stata quella di individuare un modello creativo capace di coniugare le risorse extra-ordinarie della parte sociale della nostra cooperativa con le modalità e le esigenze produttive dei nostri laboratori artigianali. Far incontrare il settore dei servizi educativi con quello produttivo, per ottenere un prodotto capace di essere accolto dal mercato, e tutto ciò lavorando su quello che è la nostra più grande risorsa, le persone”. Il centro socio-educativo Punto Zero della cooperativa Futura ospita persone con disabilità medio-gravi di natura fisica e/o psichica. Questo valore di unicità ha fatto sì che ogni stazione sia fornita con certificato di autenticità, proprio come i pezzi d’arte.

“L’accorpo argilla e ferro, – spiega Patrizia Geremia, direttore creativo del progetto – ambedue nativi e partoriti dal nostro suolo ma contemporaneamente così distanti, è una scelta nata da confronti accesi all’interno del laboratorio di pittura. I ragazzi si sono espressi, con le loro parole hanno delineato immagini, ispirato colori, generato accoppiamenti di materia. Immagini semplici e nette, come lineari e incisive sono state le loro parole. Discorsi liberi, prosciolti da vincoli, franchi e veraci, che si sono concretizzati in materiali primitivi, terra e metallo, entrambi modellati dal fuoco”

.

Questa Via Crucis, definita materica, è parallela alla Via Crucis su tela che, invece, è la declinazione artistica dei disegni e delle immagini create all’interno del progetto. Entrambe sono inserite nel settore arte sacra in cui da poco la cooperativa ha iniziato a muoversi. Calici, patene, arredi sacri e croci, principalmente in ceramica, che hanno già attirato l’attenzione della curia pordenonese per la quale sono stati realizzati una serie di calici progettati ad hoc.

Paolo Belluzzo
paolobelluzzo@futuracoopsociale.it