Dal convegno di Trieste, la consapevolezza del ruolo del Friuli Venezia Giulia per uno strumento fondamentale per costruire un tessuto sociale comunitario.
Serracchiani. “il contesto è mutato, cambiamo”.

Investire nel Servizio civile per costruire un tessuto sociale comunitario. È il messaggio che esce dal convegno dal titolo “Servizio Civile 2.0” organizzato lo scorso venerdì 11 aprile a Trieste dal progetto InfoServizioCivile in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia. L’ottima partecipazione degli enti regionali (oltre una settantina i partecipanti) che accolgono i volontari in servizio civile ha consentito di dare il via a un dialogo costruttivo mirato ad ampliare le potenzialità di questo strumento che, sempre più spesso, viene inteso non solo come crescita individuale ma anche sociale e comunitaria.

I lavori sono stati avviati dall’assessore regionale alla cultura e solidarietà Gianni Torrenti che ha rimarcato l’importanza dell’esperienza del servizio civile “per coltivare un tessuto sociale comunitario, – ha spiegato – anche la nostra giunta ritiene importante investire sul servizio civile, e lo stesso servizio civile solidale e il progetto Infoserviziocivile ne sono un esempio”. Un valore rimarcato anche dal coordinatore di Infoserviziocivile FVG Alberto Meli e da Franco Codega, presidente della VI Commissione consiliare, per il quale il Servizio civile rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’esperienza dei giovani di questa regione.

Dai lavori di gruppo, poi, sono emerse riflessioni e idee che saranno restituite alle Istituzioni, mentre nel pomeriggio la tavola rotonda ha visto la partecipazione del Presidente della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, del Presidente della Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile Licio Palazzini e del Capo dell’ufficio nazionale per il Servizio Civile della presidenza del Consiglio dei ministri Raffele De Cicco che hanno, unanimemente, ribadito come il servizio civile “debba essere universale, quindi aperto a tutti coloro che desiderano farlo, ma sempre non obbligatorio”.

Il presidente regionale, inoltre, ha sottolineato che “il contesto è mutato e quindi dobbiamo cambiare scegliendo un percorso e una strada, ne sono un esempio la delega del servizio civile passata al ministero del lavoro. La nostra regione, inoltre, ha già scelto: Garanzia Giovani (Progetto europeo per l’inserimento nel mondo del lavoro) finanzierà anche il servizio civile”. Sul concetto di educazione civica si è invece concentrato De Cicco: “È fondamentale per il senso di appartenenza, – ha spiegato il Capo Ufficio dell’UNSC – il Friuli Venezia Giulia è per propria posizione geografica una regione transfrontaliera, dobbiamo pensare a forme di servizio civile che vadano al di là dei nostri confini”. Una visione certamente pionieristica, ma che conferma la capacità di costruire della regione tanto che il servizio civile solidale e lo stesso progetto InfoServizioCivile sono ormai considerate “ottimi esempi di buone prassi che andrebbero esportate anche alle altre regioni”.

Per info: infoserviziocivile.it
Paolo Belluzzo
paolobelluzzo@futuracoopsociale.it