In occasione del 25° anno dalla fondazione di Futura, abbiamo fatto una mail-intervista a Maria Rosa Toffolon: uno dei soci-fondatori, nonché una dei due primi operatori della cooperativa. Un’esperienza lavorativa che ha fatto in giovane età, spinta da forti motivazioni cristiane e da tanta voglia di creare.
Esperienza che, nonostante sia stata per certi versi faticosa, le ha permesso di intraprendere poi altri percorsi professionali: oggi, infatti, Maria Rosa è presidente, nonché direttrice, della cooperativa sociale “Il Granello” di San Vito al Tagliamento. Non ci resta che ringraziarla per questa mail-intervista ed augurarle buon proseguimento di lavoro.
Come ti ricorderai bene, il 3 agosto Futura ha compiuto 25 anni. Un’avventura che dura nel tempo ma nata in un’epoca storica in cui esisteva quasi nulla né per l’handicap e né a livello di cooperazione sociale, vero?
Certamente. Non c’erano i Centri Diurni, i servizi vari alla persona che si sono iniziati a sviluppare ed organizzare poi anche a livello di Cooperazione Sociale. Le persone, terminato il periodo e l’età della riabilitazione al “La Nostra Famiglia”, spesso non avevano prospettiva. Molti di loro continuavano a rimanere in contesti non più adeguati all’età e ai bisogni.
Quali erano stati gli obiettivi principali che vi eravate prefissati? Sono stati raggiunti in seguito?
Gli obiettivi che Futura si era posta non sono molto diversi da quelli che si pone ora presumo: inserimenti lavorativi, dignità alla persona, sua centralità rispetto ai contesti. Diciamo che allora è stata una grossa scommessa perché, appunto, era tutto da creare. Direi che a vedere quello che nel tempo Futura è diventata anche si!
Che sentimenti, emozioni avete vissuto, voi che c’eravate, nel periodo in cui stavate per far partire questa grande avventura?”
Nel mio caso c’era molto entusiasmo e anche un pizzico di incoscienza avevo vent’anni e una grossa quantità di ideali è stata dura perché, a volte, la realtà ti presentava il conto…ci sono stati periodi in cui si è lavorato per veramente poco l’essere imprenditori di se stessi, cooperatori, ti porta ad avere delle belle responsabilità e, essendo alla mia prima esperienza lavorativa, spesso mi chiedeva di portare dei pesi che sentivo più grandi di me. Ma mi ha fatto maturare. Mi ha dato l’opportunità di capire “cosa volevo fare da grande” e quali strumenti cammin facendo avrei dovuto reperire per farlo al meglio….e mi son data da fare!!
A distanza 25 anni, una vostra sensazione nel sapere che siete stati degli artefici principali di una bella “Avventura – Creatura”, chiamata Futura e nel sapere che esiste ancora?
Soddisfazione!
Paolo Belluzzo
paolobelluzzo@futuracoopsociale.it