La cooperativa sociale ha ospitato 60 scout impegnati nel percorso della Route nazionale.
La parola d’ordine è stata il coraggio: Futura ha risposto con le testimonianze di chi ogni giorno affronta la disabilità come parte integrante della vita.
L’esperienza di Giovanna De Caro.
Lunedì 4 agosto Futura ha ospitato i ragazzi scout partecipanti alla Route nazionale. Sono arrivati alla spicciolata sul piazzale della cooperativa: i gruppi di Fratta Maggiore 1 dalla Campania, Sambauceto 1 e Pescara 1 degli Abruzzi, Finale Ligure 1 della Liguria, Guado – Cordovado 1 del Friuli e San Stino 1 dal Veneto. Emozione, tensione e tanta voglia di raccontare sono state le sensazioni che mi hanno accompagnato tutto il giorno.
Dopo il ritrovo sul piazzale, io e Patrizia Geremia (ndr: scout che lavora in cooperativa), abbiamo fatto percorrere ai nostri ospiti il perimetro esterno di Futura e li abbiamo fatti entrare nella sala teatro di Punto Zero, dove gli operatori e i ragazzi avevano preparato un piccolo rinfresco. Qui ci siamo presentati e dopo la conta “1 2 3” ci siamo divisi i tre gruppi.
Appena iniziata la discussione io ero abbastanza emozionata, però, man mano che ho iniziato a parlare, l’agitazione è svanita. Nel mio gruppo c’erano i ragazzi campani: li ho visti molto incuriositi dalla mia storia e dal racconto del mio papà. Sicuramente, per me, che sono originaria della Campania, non è stato semplice raccontare perché i miei genitori sono rimasti qui in Friuli, invece, di tornare a vivere nel loro paese originario. A dire il vero li ho anche dovuti stuzzicare: per esempio, a nessuno è venuto in mente che una persona con le mie difficoltà può andare in vacanza senza i propri genitori. Ma si può fare, io l’ho fatto e continuo a farlo! E così ho spiegato che ci sono ragazzi che, con coraggio!, dedicano dei giorni per poter far fare le vacanze a chi non può farle in maniera autonoma. Ho spiegato anche come funziona Futura, facendo capire che, in effetti, è un’azienda, come tante altre; l’unica differenza che ci lavorano anche persone con difficoltà.
Abbiamo pranzato tutti insieme. Poi c’è stato un momento di divertimento dove con i ragazzi di Fratta Maggiore ci siamo messi a cantare in napoletano. Nel pomeriggio abbiamo fatto il giro per la cooperativa e con alcuni siamo andati in assemblaggio, dove i ragazzi si sono cimentati nel progetto “Rigiochiamo”: secondo me si sono divertiti.
Di questa nuova avventura ringrazio in primis Patrizia Geremia, perché ha dato questa grande opportunità alla cooperativa, e poi tutti i ragazzi che hanno saputo trasmetterci un gran affetto. Per tutto questo, ancora grazie.
Giovanna De Caro
giovannadecaro@futuracoopsociale.it