Nel week-end del 27 e 28 giugno il Molino Moras festeggia 110 anni di attività e presenta la nuova collaborazione con la cooperativa sociale Futura.

Concedetemi la metafora! Due “vulcani” di energia si sono conosciuti e incontrati. Uno si occupa, da 110 anni, di trasformare la natura in tutto ciò che gli passa tra le mani, dal grano alla farina. Lo fa attraverso i cinque sensi, ma anche la sua professionalità, che non potrà mai essere sostituita dai macchinari. L’altro “vulcano” di energia si occupa da oltre 25 anni di inserire nel mondo del lavoro persone con disabilità o con uno svantaggio sociale. Pure quest’ultimo “vulcano” si occupa, quindi, di inventare e creare prodotti utili e unici, fatti anche da persone “diversamente abili”, forse un po’ speciali, e che sono dotate di professionalità. I due “vulcani” di energia si chiamano Molino Moras e Futura cooperativa sociale. Si sono conosciuti e accorti che, insieme, possono, non eruttare lava, bensì sfornare e mettere a disposizione della società nuove idee, nuove risorse ma soprattutto nuovi prodotti fatti solo con le mani dell’uomo.
Da questo incontro è nata una collaborazione professionale e lavorativa che si svilupperà in una serie di attività e progetti reali e importanti. In occasione dei festeggiamenti per celebrare i 110 di attività del Molino, in programma per il prossimo week-end, il 27 e 28 giugno, ho fatto un’intervista per FuturaVillage a questa famiglia che da oltre un secolo fa i mugnai: Nicoletta Moras, titolare dell’azienda, e Anna Pantanali, responsabile marketing – madre e figlia.

1. Il Molino Moras quest’anno compie 110 anni. Come è nata questa realtà? È sempre appartenuta alla vostra famiglia?
La famiglia Moras è da sempre una famiglia di mugnai, proviene da Salvariolo, un piccolo paese, frazione di Pramaggiore. A Trivignano Udinese il molino comunale, risalente al 1800, viene acquistato nel 1905 da Geremia Moras. All’epoca il molino funzionava “a palimenti”
(mole ad acqua), due grosse superfici grezze e rotonde, che sfregate tra loro, riducevano i chicchi in farina; il molino era attivo giorno e notte e l’intera struttura si fermava solo a Natale e a Pasqua. Col passare degli anni Giacomo e successivamente il figlio Vittorio, rinnovano il molino, investendo risorse nell’ammodernamento dei macchinari. Non è un periodo facile, i molini della Bassa friulana chiudono uno a uno, eppure Vittorio decide di investire, credendo fermamente nelle nuove tecnologie, passando dalle mole ai cilindri, che permettono di aumentare la capacità produttiva. Oggi sono i figli e i nipoti di Vittorio (sesta generazione della famiglia Moras) che con orgoglio e passione portano avanti la tradizione di famiglia, credendo e impegnando le proprie risorse ed energie in formazione, investimenti e ambiziosi progetti per il futuro.

2. Quanti tipi di farina producete? Hanno caratteristiche particolari? Chi sono i vostri clienti? Perché scelgono voi e non un altro fornitore?
Produciamo diversi tipi di farine di grano tenero per panifici, pasticcerie, pizzerie, ristoranti e anche per i clienti privati a uso casalingo grazie ai nostri punti vendita (uno a Trivignano Udinese e uno a Trieste).
Quali caratteristiche? Sono farine naturali e genuine, acquistiamo grano di ottima qualità per poter offrire farine artigianali eccellenti che i clienti ritengono profumate e più ricche di gusto. Il motivo per cui ci scelgono non è individuabile in unico aspetto: qualcuno per la vicinanza, qualcuno per la storia e la tradizione, qualcuno per la qualità dei prodotti, qualcuno per simpatia, qualcuno perché sente di non avere di fronte un’azienda fredda ma una squadra fatta di persone aperte al dialogo e all’incontro.

3. Un mulino è una realtà tradizionale, nel nostro immaginario appartiene più al passato che al presente: come vi ponete nei confronti del mercato attuale? Come riuscite a reinventarvi e proporvi ai vostri clienti?
Il molino, nell’immaginario collettivo appartiene al passato ed è fuori dalla coscienza degli individui ma non solo, molto spesso anche il tipo di immagine non è quella corretta… il mugnaio non è quel signore che parla con le galline, come ci fa credere la pubblicità ma un artigiano che trasforma la natura di ciò che gli passa tra le mani: il grano in farina. Il mugnaio deve affinare tutti i sensi, vista, olfatto, udito e la sua professionalità non potrà mai essere sostituita da una macchina. Dal grano alla tavola, il mondo dell’arte bianca è molto vasto e c’è davvero moltissimo da raccontare e da fare, ricette, corsi, abbinamenti, nutrizione e poi quel che ci piace di più è far partire collaborazioni di ogni tipo. I prodotti che si possono realizzare con la farina sono moltissimi e si possono trovare tantissimi abbinamenti gastronomici e non. Quel che ci vuole è molta fantasia e il desiderio di dare sempre qualche cosa in più ai nostri clienti.

4. Il Molino Moras ha intrapreso una collaborazione con la nostra cooperativa Futura. Quali sono state le motivazioni che vi hanno spinto a lavorare con una cooperativa sociale? Che cosa vi attendete per il futuro da questa partnership?
Crediamo da sempre che il vero scopo di una azienda non sia solo quello di produrre e vendere ma di essere un esempio per la comunità, un punto di riferimento. Quindi ci piace coinvolgere il territorio e le persone. Ed è proprio perché crediamo nel valore delle persone che abbiamo scelto di lavorare con una cooperativa sociale. Sapere che possiamo far lavorare e coinvolgere nel nostro lavoro persone con abilità diverse ci rende felici, sostituire le persone con un macchinario che dovrebbe svolgere il loro lavoro non fa per noi ed ecco quindi la nostra scelta. Da questa partnership ci attendiamo la nascita di nuove conoscenze, nuove idee, progetti e da come abbiamo iniziato mi sembra proprio che ci troviamo bene tra “vulcani” di energie!

5. In passato il Molino Moras ha già collaborato con qualche realtà sociale?
Certo!! La famiglia Moras ha sempre voluto collaborare e aiutare realtà sociali come squadre sportive, associazioni, fino ad arrivare a progetti più impegnativi, come quello appena concluso di sostegno di una borsa di dottorato in medicina all’Università degli Studi di Udine. Ci piace poter dare una mano a chi ci chiede aiuto con il cuore e poi qualcuno lo andiamo anche a cercare …come abbiamo fatto con voi!!

6. La presenza di un’attenzione per il sociale da parte di un’azienda presuppone sempre che alla base, nelle persone che vi lavorano, ci sia un’etica, dei valori forti capaci di farti fare anche dei sacrifici, di non scegliere la strada più facile a favore di quella più giusta. In che cosa crede la famiglia Moras? Quali sono i principi che vi muovono e vi fanno lavorare in questo modo? Che vi fanno investire in realtà che all’apparenza sembrano non offrire nulla?
La famiglia Moras crede nel valore delle piccole cose, nel valore delle persone, nel valore del lavoro fatto con passione e gioia ma soprattutto crede nella condivisione e nel lavoro di squadra. Ogni apporto, ogni collaborazione arricchiscono la nostra azienda di persone, di idee, di nuovi spunti per andare avanti e scegliere sempre la strada più GIUSTA al posto di quella facile …come hai ben detto tu Paolo. C’è sempre da imparare, da chiunque incrociamo sulla nostra strada, l’importante è essere aperti e avere grandi occhi per guardarsi attorno, accogliere, raccogliere e guardare al futuro con positività ed entusiasmo.

Paolo Belluzzo
paolobelluzzo@futuracoopsociale.it