Oggi ha riaperto il servizio semi-residenziale per disabili di Futura. Tutti gli ambienti e le attività sono stati modulati per garantire la sicurezza di utenti e lavoratori. “Accoglieremo questo momento come un’opportunità per crescere ancora”.

Si riparte: oggi ha riaperto il servizio semi-residenziale per persone con disabilità di Futura con gli orari, l’organizzazione e le attività precedenti all’emergenza Coronavirus. Un nuovo “primo giorno di scuola” che coincide con il giorno di avvio della maturità dell’era Covid-19 e che non può definirsi un semplice rientro. “Per alcuni aspetti – spiega Michele Ervoni, responsabile dei servizi alla persona e vicepresidente della cooperativa sociale Futura – sembra proprio un esame: abbiamo riorganizzato gli spazi e modulato le attività per gestire tutti gli aspetti legati alla sicurezza, ma dobbiamo stare sempre molto attenti e all’erta. Si riparte come prima e al tempo stesso è tutto nuovo”.

Finalmente, dopo tre mesi, si sono rincontrate persone che, in un attimo, hanno visto stravolta una normalità che non è solo occupare il tempo: è stabilità, è autonomia, è fiducia verso il mondo. 
– Michele Ervoni, responsabile dei servizi alla persona

Questa mattina, infatti, le oltre 20 persone che frequentano il servizio semi-residenziale si sono ritrovate dopo il lockdown e hanno potuto riappropriarsi dei loro spazi e di tutte quelle attività che nel giro di pochi giorni si sono interrotte e lasciate in sospeso. Dal momento in cui sono apparsi i primi contagi ed è scattato il lockdown, gli utenti del servizio sono rimasti a casa senza la possibilità di accedere a quel ponte di relazioni, socialità e supporto su cui le persone e le famiglie potevano contare da sempre. Solo verso fine marzo e dopo le richieste di aiuto di alcune famiglie, si è potuto riattivare dei progetti individuali che hanno consentito di dare risposte alle situazioni più difficili e gravose. “In questi mesi – continua Michele Ervoni – abbiamo cercato di venire incontro a tutti e di ampliare progressivamente le nostre attività attivando dei sistemi che ci permettessero di mantenere in sicurezza sia gli utenti che i lavoratori”.

Anche se l’obiettivo è di riprendere il ritmo precedente, le settimane e i mesi che verranno saranno sicuramente un periodo di assestamento e cambiamento. “Dovremo restare vigili e capire come affrontare il futuro, – spiega ancora Ervoni – sarà importante osservare e capire come le persone reagiranno e quali risposte sarà necessario offrire. Siamo anche curiosi di comprendere come questo periodo ha inciso su tutti e come nel tempo si evolveranno i rapporti e le relazioni”.

Sta a noi accogliere questo momento come un’opportunità. Trasformare le restrizioni in trampolini per cambiare, per crescere, per inventare una nuova normalità capace di trasmettere anche la fiducia di superare le situazioni più difficili contando sulle risorse che abbiamo a disposizione, come individuo e come squadra. 
– Michele Ervoni, responsabile dei servizi alla persona