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Autismo: il cammino dell’inclusione sociale

Articolo di Francesca Benvenuto in Cooperativa e territorio - 7 Ottobre 2020

Nonostante il maltempo un gruppo di 30 persone, tra utenti ed educatori di Futura e Piccolo Principe, ha partecipato a una tappa all’iniziativa di Valentino Gregoris per sensibilizzare sul tema dell’autismo. Nel gruppo anche alcune persone in carrozzina: «Accettando di affrontare gli ostacoli insieme siamo riusciti a prendere parte anche noi a questo evento».

«Della camminata mi è piaciuto tutto. Sono stato tanto contento di aver accompagnato Valentino, era la prima volta e non vedo l’ora di ricominciare da capo». Le parole sono quelle di Fabio, 41 anni, utente dei percorsi post-trauma della cooperativa sociale Futura, ma soprattutto uno dei “camminatori” che lo scorso giovedì, 1 ottobre, hanno accompagnato per un tratto Valentino Gregoris, papà di un figlio con autismo, in marcia sul Cammino di San Cristoforo per sensibilizzare le persone proprio sul tema dei disturbi dello spettro autistico. Il progetto, arrivato al terzo anno consecutivo, si è svolto dal 26 settembre al 2 ottobre con partenza e arrivo a San Vito al Tagliamento e si è articolato secondo le tappe previste dal cammino: dopo San Vito, Stevenà, Aviano, Maniago, Meduno, Pinzano, Sequals, Spilimbergo e, infine, il rientro San Vito. A ogni fermata un momento di incontro con la comunità, le associazioni e le amministrazioni comunali.

In molti si sono uniti a Valentino Gregoris nei giorni di cammino, fra questi anche un gruppo di 30 persone delle cooperative sociali Futura di San Vito e Piccolo Principe di Casarsa composto da persone con disabilità, di cui alcuni in carrozzina, ed educatori. Un’occasione per dare continuità e importanza al progetto comune delle escursioni e delle passeggiate metaboliche che le due realtà sociali conducono insieme ormai da anni e per sottolineare l’importanza di uscire dai propri circuiti e condividere con la comunità il valore dell’inclusione e della diversità. «Il tempo purtroppo non ci ha aiutato e, invece di due giorni, siamo riusciti a raggiungere Valentino solo il giovedì, – spiega Julieta Iglesias, responsabile dei percorsi salute mentale di Futura –  è stato un momento veramente emozionante: Valentino ci ha ringraziato e ha riconosciuto l’importanza della nostra presenza. Ci siamo incontrati con lui all’altezza di Vacile, lungo una strada sterrata, tra i boschi e il fiume. Lui e gli amici che lo accompagnavano in quel tratto non si aspettavano che volessimo affiancarlo per un pezzo di strada, pensavano che fosse solo un saluto. Abbiamo voluto camminare insieme a lui e gli siamo rimasti a fianco per due chilometri. Nonostante il maltempo e tutti gli ostacoli che la presenza della disabilità pone, abbiamo scelto di andare avanti e di farlo insieme, tutti nella stessa direzione. È così che vogliamo rappresentarci: si può camminare in strade difficili e andare avanti lo stesso grazie all’energia e al coraggio che ci dona il gruppo».

Si può camminare in strade difficili e andare avanti lo stesso grazie all’energia e al coraggio che ci dona il gruppo.
– Julieta Iglesias, responsabile percorsi salute mentale

«È stato bello aver incontrato Valentino non in una piazza o in un luogo noto, – prosegue Erik Tomarelli, educatore della cooperativa – bensì in una stradina di campagna sterrata e con delle nuvole che non promettevano niente di buono. Questo scenario normalmente fa sì che gruppi come i nostri, formati da persone con disabilità, restino chiusi in cooperativa: non è questo, però, quello che noi vogliamo. È vero, è complicato uscire all’aperto, con il fango o il maltempo, è difficile allontanarci dall’ambiente sicuro del centro-semiresidenziale e andare oltre le nostre paure, ma accettando di affrontare questi ostacoli tutti insieme siamo riusciti a prendere parte anche noi a questo evento e a non restare in disparte».

Pioggia e fango di solito fanno sì che gruppi come i nostri restino chiusi in cooperativa: non è questo, però, quello che noi vogliamo.
– Erik Tomarelli, educatore

L’organizzazione dell’uscita, infatti, ha coinvolto diverse persone e molti aspetti che in questo contesto assumono anche un valore educativo: «Il giorno prima siamo andati tutti insieme a fare la spesa e abbiamo preparato i panini per il pranzo al sacco, – continua Tomarelli – ci siamo organizzati per i trasporti, preparato l’equipaggiamento per stare all’aperto con il rischio di pioggia, per camminare e muoverci con il fango. Dopo la camminata, poi, non siamo tornati subito a casa. Siamo andati a mangiare all’oratorio di Spilimbergo dove abbiamo anche giocato a calcetto. Il gruppo ha dovuto confrontarsi con lo spaesamento, la fatica e le difficoltà di deambulazione, le decisioni sul da farsi: torniamo indietro o osiamo ancora?». Fabio è il primo che non ha dubbi su cosa fare: «Ci abbiamo riprovato venerdì, ma pioveva troppo. Mi piace camminare, perchè io sono uno sportivo. Con Erik mi sono anche allenato molto prima».

Camminare è come il lavoro dell’educatore. Ci si prefissa una meta, si traccia una direzione e poi, insieme, si percorre il cammino. 
– Julieta Iglesias, responsabile percorsi salute mentale

Esperienze come quella organizzata da Valentino Gregoris fanno parte del dna di Futura che ormai da anni organizza attività di turismo sociale e partecipa a marce e manifestazioni sportive. L’atto del camminare, inoltre, ha un significato che va oltre l’attività fisica: «Per alcuni aspetti – conclude Iglesias – rappresenta il lavoro dell’educatore il quale si prefissa una meta, traccia una direzione, definisce degli obiettivi educativi e poi, insieme, si percorre il cammino. Dando pieno valore all’esperienza che il percorrere una strada insieme ci dona. È per questo che questo tipo di esperienze sono importanti, di sicuro le ripeteremo e parteciperemo ancora sia alle iniziative di Valentino Gregoris che ad altre di cui il nostro territorio è ricco, come la 6×1 di Frisanco che si svolgerà il 12 dicembre». Futura, inoltre, ha in programma di sviluppare, nei prossimi anni, percorsi specifici per le persone con disturbo dello spettro autistico e che hanno bisogno di risposte adeguate ai bisogni specifici.

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