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Da scarto a design, passando per le persone

Articolo di Francesca Benvenuto in Generale - 10 Settembre 2020

Conferito il Compasso d’oro per il “Design per il Sociale” all’azienda Pieces of Venice. La produzione è nel reparto di assemblaggio della cooperativa sociale Futura. «È la prova che si può coniugare profitto e solidarietà»

Il quarto compasso d’oro vinto da Luciano Marson per il progetto Pieces of Venice questa volta ha un valore speciale. In uno dei premi più ambiti del mondo del design internazionale, infatti, ci sono tutte le persone del reparto di assemblaggio e confezionamento della Factory, la cooperativa sociale Futura di San Vito al Tagliamento che dall’avvio del progetto, nel 2017, ha lavorato alla produzione di oggetti ricavati dal legno delle briccole, passerelle e pontili dismessi di Venezia. Un progetto innovativo per l’impatto sociale e ambientale che ieri, mercoledì 9 settembre, è stato premiato all’interno degli spazi del nuovo ADI Design Museum di Milano.

Il ricevimento oggi di questo importantissimo premio rappresenta per me la conferma di una visione.
– Luciano Marson, fondatore Pieces of Venice

L’Associazione Italiana per il Design ha assegnato alla Benefit Company “Pieces of Venice”, e al fondatore Luciano Marson, il XXVI Compasso d’Oro nella categoria “Design per il sociale”. Tra i parametri di valutazione, oltre all’originalità, l’innovazione funzionale e tipologica e i materiali impiegati, è stata data particolare attenzione al rispetto ambientale, al valore pubblico e sociale che rappresenta, alla cura per l’usabilità, all’interazione e al concetto di design for all. Pieces of Venice è un’impresa sociale a economia circolare e con filiera corta che parte dal recupero e successivo riciclo di materiali dismessi di Venezia per risorgere a nuova vita, attraverso l’industrial design, sotto forma di souvenir e oggetti utili alla persona. “Il mio background di imprenditore attento alla bellezza ha influenzato tantissimo l’intero progetto: ho chiamato a raccolta amici designer che hanno colto immediatamente lo spirito di Pieces of Venice. Lo scorso ottobre, la segnalazione ADI Design Index 2019 nella categoria “Design per il sociale” ci aveva già onorati e gratificati: ha giocato un ruolo importante la collaborazione con designer del calibro di Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Lorenzo Palmeri, Baldessari e Baldessari, Marco Zito, per citarne solo alcuni. Il ricevimento oggi di questo importantissimo premio rappresenta per me la conferma di una visione”. “Per la mia sensibilità femminile – spiega Karin Friebel, alleata nel progetto e compagna nella vita di Luciano Marson – ho pensato non potesse mancare in Pieces of Venice una matrice etica. Pieces of Venice recupera e ricicla, nel territorio di Venezia e della sua laguna, materiali dismessi mettendoli a disposizione di un pubblico ampio, sia per età generazionale, sia per provenienza geografica, trasformandoli in souvenir unici, che alcuni hanno definito potenti e commoventi, realizzati grazie alla competenza e volontà di persone che vivono temporaneamente ai margini della società”. Un richiamo esplicito al contributo dato da Futura al’intero processo di sviluppo e crescita di Pieces of Venice.

Questo è un premio di tutti noi che abbiamo creduto nel progetto e che continuiamo ogni giorno a portare avanti una nuova idea di business, ovvero che profitto e coesione sociale si possano coniugare e che, anzi, siano le leve per dare vita a grandi risultati.
– Ilaria Miniutti, responsabile commerciale  

A celebrare il traguardo, infatti, c’era anche una rappresentanza della cooperativa sanvitese, che ha partecipato all’evento (organizzato in forma riservata per le misure anti-COVID) nello showroom in via della Spiga a Milano al MIG Mezzalira Investment Group, polo veneto del design, che ha dedicato alla Benefit Company veneziana un’intera vetrina allestita con i preziosi e sofisticati oggetti di design. «Pieces of Venice – ha spiegato Ilaria Miniutti, responsabile commerciale della cooperativa sociale – ha ringraziato Futura per il grande supporto che gli abbiamo dato in questi anni di avvio del progetto. Questo è un premio di tutti noi che abbiamo creduto nel progetto e che continuiamo ogni giorno a portare avanti una nuova idea di business, ovvero che profitto e coesione sociale si possano coniugare e che, anzi, siano le leve per dare vita a grandi risultati». All’interno del reparto di assemblaggio di Futura sono impiegate 30 persone di cui 14 con disabilità o svantaggio e a cui se ne aggiungono altre 20 in percorsi di autonomia lavorativa inviate dai servizi sociali (borse lavoro). «Tutto può diventare bellezza, – spiegano Luciano Marson e Karin Friebel – anche il rifiuto disseminato in laguna». E questo vale ancora di più per tutte quelle persone che normalmente sono lontane dai palcoscenici e difficilmente sotto i riflettori del pubblico.

 

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