News & eventi Condividi

Disabile autonomo? Ancora utopia!

Articolo di Francesca Benvenuto in Percorso Disabilità - 13 Dicembre 2019

Riportiamo con grande piacere l’articolo che Paolo Belluzzo, socio e addetto stampa di Futura, ha scritto per “Il Nodino”, foglio periodico dell’AGESCI del Friuli Venezia Giulia. L’articolo è apparso nel numero di novembre 2019.

Viviamo in una società non ancora in grado di accogliere le persone svantaggiate. Non ne vuole sapere della loro autonomia! Le barriere culturali sono più difficili da abbattere di quelle architettoniche: occorre una formazione adeguata per tutti, a partire dagli operatori socio-sanitari.

Con molto piacere, ho accettato l’invito di scrivere un articolo improntato sull’autonomia possibile, che per me è intesa innanzitutto anche come forza interiore. Mi presento: mi chiamo Paolo e ho 50 anni, compiuti da pochi mesi. Convivo con una tetra paresi spastica sin dalla nascita e che mi limita, da sempre, nel fare parecchie azioni e cose da solo. Infatti, non cammino e non parlo… da sempre. Vi confesso che si tratta di una “convivenza” non sempre piacevole, anzi! In compenso, tramite una semplice tavoletta sopra alla quale ci sono stampate tutte le lettere dell’alfabeto, riesco a comunicare con molte persone indicando le lettere con un dito della mano sinistra. Il computer, quando finalmente ha sostituito la macchina da scrivere, si è rivelato per me uno strumento tecnologico eccezionale per aumentare in un certo senso la mia autonomia (sempre più possibile). Questo aggeggio mi permette di comunicare col mondo esterno (nel mio caso: le mail, Facebook e Whatsapp) e ha permesso anche a me di intraprendere una professione, che per me è indice di dignità e di indipendenza economica.

Nella vita sarei un Operatore grafico, professione che ho svolto per una quindicina d’anni, in maniera gran parte autonoma, presso la cooperativa sociale Futura. Mi occupavo della composizione grafica di bigliettini da visita, volantini, locandine ma, in particolar modo, partecipazioni di matrimonio. Da quasi tre anni, invece, scrivo articoli e faccio interviste; materiale che va poi pubblicato sul sito e blog della cooperativa. Il blog si chiama FuturaVillage e si trova all’interno del nuovo sito “Geneticamente Diverso”. Se avete occasione, vi invito ad andarlo a visitare. Quest’ultimo incarico lavorativo mi piace di più, in quanto è per me più stimolante e più arricchente. Sono stato assunto tramite la Legge n° 381/91, che permetteva l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Nel frattempo, ho abitato per sedici anni in una comunità residenziale dove rendere la persona disabile autonoma il più possibile, era sempre stato uno dei suoi obiettivi principali.

Della serie: “Arrangiati dove riesci! Impara a pensare con la tua testa e a farti le cose da solo; impara a prepararti lo zaino per il lavoro e i vestiti da indossare domani, Siamo qui solo per aiutarti a raggiungere queste mete importanti, a sopperire, quindi, solo i tuoi limiti in un primo momento”.

Nuovi modi di approcciarsi con la disabilità che, soprattutto all’inizio, confesso, detestavo, poiché ero sempre stato abituato ai miei genitori che provvedevano in toto alle mie necessità e ai miei bisogni. Eppure, avevano ragione gli operatori della comunità, da allora mi ricordo in automatico dello zaino con l’occorrente; d’allora mi ricordo in automatico i miei appuntamenti e i miei impegni. Che soddisfazione riuscire a fare le cose da solo! In questi casi, la disabilità come la carrozzina, come per magia, scompaiono. Volere è, secondo me, potere!

Due anni fa sono stato improvvisamente colpito da un tumore nella parte terminale dell’esofago, che in seguito è stato asportato. Una sorpresa amara che ha spazzato via dei bei progetti che avevo proprio in quel periodo e che mi ha fatto poi patire le pene dell’inferno. Sopravvissuto al complesso intervento, mi sono ritrovato ad alloggiare, per periodi lunghi, in ospedale, in R.S.A e in Casa di Riposo. Specie i primi tempi, infatti, per nutrirmi, avevo bisogno del supporto sanitario per essere aspirato in caso d’emergenza. Ho conosciuto mondi lontani e non più così liberi da quelli che amavo. Mondi che mi hanno accompagnato a dedurre che, ahimè, non ci siano strutture non ancora pronte ad accogliere una persona disabile come me.

Non mi soffermerei tanto sulle difficoltà che ho incontrato nel nutrirmi di nuovo quanto, piuttosto, sui disagi che ho vissuto con le persone. Ne cito solo alcuni: penso ad esempio a quell’operatore che mi dava le indicazioni per guidare la carrozzina elettrica quando io la guidavo da 30 anni! Dovrebbe essere spontaneo, a mio avviso, pensare: “Ah, questa persona è motorizzata, quindi io non mi preoccupo più di tanto”. Oppure ai vari nomignoli con i quali mi sono sentito chiamare tipo “amoruccio” “cucciolo” eccetera… ma è possibile trattare in questo modo una persona di 50 anni con una testa funzionante? Non voglio certo generalizzare la critica, ci sono sempre operatori bravi e altri meno bravi, intendo però suggerire che c’è (e ci sarà sempre di più) un bisogno formativo specifico per l’assistenza alle persone disabili come me. Penso che la società in cui viviamo è ancora lontana dai principi citati dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili e dai principi citati dalla Legge n° 112/16 cosiddetta Dopo di Noi. Secondo me, sono più difficili da abbattere le barriere culturali, rispetto a quelle architettoniche, C’è parecchia strada da fare ancora! Io, nel mio piccolo, cerco di spianarla ogni giorno; vi confesso che non è affatto facile!

– Paolo Belluzzo

Ti è piaciuto l’articolo? Condividi

Dallo smartworking alla mancanza di contatto: ..

Scopri di più

Un nuovo servizio per il territorio: ..

Scopri di più

Futura: “Attivi tutti ai disabili”

Scopri di più

Io, disabile, lavoro in smartworking: grazie ..

Scopri di più
Seguici sui social
POR FESR 2014 2020
ATTIVITÀ 1.2a 1 – DECRETO DI CONCESSIONE N.2064/PROTUR DEL 18/06/2018
PROGETTO: GENETICAMENTE DIVERSO: PROCESSO DI INNOVAZIONE SOCIALE SOSTENIBILE
FINALITÀ: implementazione e sperimentazione di modelli di servizi e lavoro inclusivo in risposta all’emergere dei bisogni del territorio. RISULTATI: migliorare gli attuali servizi offerti; ampliare i mercati di riferimento con un’offerta resa più competitiva da una riduzione dei costi di gestione e di produzione e dall’efficentamento del servizio offerto.
SPESA AMMESSA: € 184.543,22
CONTRIBUTO CONCESSO:€ 73.817,29