La cooperativa Futura va a gonfie vele verso nuovi desideri e nuovi bisogni: dal servizio per il Turismo Sociale senza barriere al nuovo percorso Post-Trauma che utilizza il lavoro come spinta propulsiva per la riabilitazione sociale di persone con esiti da incidente, ictus, infarto, ecc.

Quello che inizialmente sembrava un sogno impossibile è diventato realtà: un gruppo di ragazzi della cooperativa sociale Futura sono salpati da Livorno lo scorso primo maggio per veleggiare verso Civitavecchia sulla NAVE Italia, il brigantino più grande del mondo. Un viaggio nuovo, diverso dalle solite proposte di turismo sociale, che ha permesso di vivere un’esperienza difficilmente ripetibile e che è stato costruito passo dopo passo con l’impegno di tanti.

Il centro diurno Punto Zero e lo staff di progettazione sociale della cooperativa, infatti, sono stati selezionati dalla Fondazione della Marina Militare Tender to NAVE ITALIA per la partecipazione a un progetto di navigazione sociale che ha come obbiettivo l’inclusione sociale di persone con disabilità o svantaggio. Il gruppo che ha partecipato è composto da persone adulte con disabilità che frequentano diversi servizi di Futura: il centro diurno, le attività socio educative e i reparti di produzione.

Per la realizzazione dell’iniziativa, però, è stato necessario mettere in piedi una raccolta fondi che consentisse a tutti gli interessati di partecipare all’iniziativa. Decisivo, in questo senso, è stato l’apporto della BCC Pordenonese, che ha dato il contributo più cospicuo al quale si sono affiancate, credendo nel progetto, Enologica Friulana di Udine, Letizia Espanoli Group srl di Orcenico e ATIS Grandi Impianti di Valvasone.

L’esperienza in barca: da Livorno a Civitavecchia.

Questa tipologia di esperienze – spiega Julieta Iglesias, responsabile dei servizi educativi e assistenziali – offre una valida opportunità per incrementare le singole potenzialità delle persone e le proprie autonomie. È stato osservato che la partecipazione a Progetti Educativi Itineranti in barca permette un’accelerazione significativa del processo di incremento del proprio potenziale.

Il gruppo che è salito sulla NAVE Italia, un veliero con armo classico a “brigantino goletta” di 61 metri e 1300 mq di superficie velica che si è guadagnato il titolo di brigantino più grande del mondo, era composto da 10 persone con disabilità, 4 operatori, 3 volontari e 2 bambini.

La nostra grande squadra – spiega ancora Julieta Iglesias – ha affrontato positivamente ogni situazione, ha imparato a lavorare insieme, a superare le criticità e soprattutto a divertirsi, perché anche il “divertimento” fa parte della metodologia che ci è stata proposta. Fare cose in autonomia in un clima di allegria fa si che le persone imparino velocemente.

Il programma di viaggio prevedeva tre fasi: un pre-imbarco in collaborazione con l’Associazione Gommonauti di Pordenone e la Pinna Sub presso la piscina dell’Istituto La Nostra Famiglia; l’imbarco con partenza il 1 maggio 2018 da Livorno con arrivo a Civitavecchia il 5 maggio 2018 con un fitto programma di attività quotidiane, e il post- imbarco per il quale il gruppo sta organizzando una mostra fotografica a San Vito al Tagliamento.

Il servizio di Turismo Sociale messo in piedi da Futura ha l’obiettivo di consentire a persone con disabilità di cogliere le opportunità di crescita e arricchimento date dalla possibilità di viaggiare. Non solo i classici soggiorni al mare o montagna che vengono organizzati da anni, ma viaggi di più ampio respiro come quelli in cui Futura ha già accompagnato tante persone, in gruppo o con viaggi individuali: Finlandia, Irlanda, Roma, Salisburgo, il mare della Croazia, ecc.

Per il servizio è stato istituito un Fondo apposito per raccogliere le donazioni per abbattere i costi di accompagnamento e assistenza – che spesso rendono alle persone disabili quasi impossibile viaggiare – e che servirà anche per la campagna NAVE ITALIA 2019, la nuova edizione del progetto a cui Futura sta partecipando.   

Nuovi bisogni: il percorso Post-Trauma.

Si tratta di nuove risposte ai desideri di autonomia delle persone che si accompagnano all’attenzione che da sempre Futura riserva all’insorgere di nuovi bisogni. Sono proprio questi, infatti, che guidano l’operato della cooperativa e che hanno determinato la nascita di un nuovo servizio che sta prendendo forma proprio in questi mesi: il percorso Post-Trauma dedicato alle persone e alle famiglie che vivono con le conseguenze di un incidente, un ictus, un infarto, ecc. e che utilizza il lavoro e il contesto lavorativo come spinta propulsiva per avviare un processo di riabilitazione sociale e identitaria. Andrà a intercettare tutti coloro che, usciti dall’ambito ospedaliero, devono iniziare a ricostruire la propria vita potendo contare sulle abilità e le risorse che restano. Futura avvierà a breve una campagna per la presentazione del progetto e un’importante raccolta fondi per avviare e sostenere un’iniziativa che non ha eguali sul territorio. Per avere maggiori informazioni e partecipare attivamente al progetto Post-Trauma basta scrivere a info@futuracoopsociale.it o telefonare allo 0434 875940. Per ulteriori info o contatti: www.futuracoopsociale.it